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Degas e l'impressionismo

Dal 1860 circa, alcuni artisti francesi iniziano a rappresentare la realtà, con un nuovo modo di osservare. Tra i maggiori esponenti vi sono Monet, Manet, Pissarro, Degas, Renoir, Sisley e Cézanne.

Gli Impressionisti vennero criticati e rifiutati del pubblico. Tuttavia riuscirono a creare questo nuovo linguaggio.

I princìpi della pittura impressionista

I soggetti principali erano i paesaggi naturali, scene di vita quotidiana, interni di teatri, caffè, strade, fabbriche. Si analizzavano gli stessi soggetti in diverse condizioni. Lavoravano en plein-air (all’aria aperta) osservando la natura. Il loro scopo era rappresentare qualcosa non nei minimi particolari, ma che dia subito un’impressione visiva. I colori venivano usati direttamente su tela, poiché i pittori consideravano che è l’occhio stesso a sintetizzare i colori, percependo l’effetto d’insieme del dipinto.

Gli impressionisti studiarono le leggi dell’ottica e la luce, con i suoi fenomeni percettivi.

Vengono abbandonati la prospettiva geometrica e il chiaroscuro.

Le città a fine '800

 

Nella seconda metà del ‘800 le città cambiarono, in particolare le capitali. Vennero creati boulevards (viali alberati) e piazze di varie forme.

Vennero abbattuti interi quartieri e le vecchie costruzioni medievali vennero sostituite da eleganti palazzi borghesi, negozi, monumenti. In periferia si costruivano le industrie.

Con la Rivoluzione industriale, vennero prodotti maggiormente elementi in ferro, ghisa e acciaio, che si usarono per realizzare nuove strutture architettoniche, come ponti, serre, stazioni ferroviarie, edifici. Tutto ciò grazie alle nuove modalità di montaggio dei materiali. Era in uso la prefabbricazione.

Vi era la distinzione tra ingegnere e architetto: l’ingegnere deve sperimentare le tecniche costruttive e progettare le strutture, mentre l’architetto studia la forma e la distribuzione interna degli edifici, in base alla loro funzione.

Edgar Degas

 

Degas nacque da una nobile famiglia, e fu colpito dalle corse di cavalli, quali era abituato frequentare. I soggetti principali che riproduceva nelle sue tele erano cavalli e ballerine. Egli sosteneva che l’impressionismo pittorico può prendere spunto dall'arte passata. 

Egli era solito a dipingere nel suo atelier perché riteneva

si dovesse dipingere con le immagini impresse nella memoria. Utilizzava la linea, che poteva costruire la forma e dare mobilità all'immagine.

Le corse dei cavalli sono quindi un tema ricorrente nelle opere di Degas: sono composizioni spontanee, con colori vivi, ricche di movimento. Una delle sue opere è “Cavalli da corsa davanti alle tribune”.

Anche la danza era molto importante per Degas: egli era affascinato dalla sua grazia ed eleganza anche nei movimenti rigorosi. Egli rappresentava le ballerine colte nei momenti di riposo in cui c’erano particolari prospettive.

Uno dei suoi dipinti è “la classe di danza” che raffigura il passo di danza di una ballerina sotto l’occhio del maestro. Le altre allieve si riposano, non prestando attenzione al maestro. Il taglio compositivo del dipinto è basato su una prospettiva decentrata, con le due ballerine di spalle in primo piano; le linee oblique del parquet danno un senso di profondità.

Degas si dedicò anche alla scultura: realizzò la "Piccola danzatrice di quattordici anni” in cera dipinta e lo completò con elementi reali.

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